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| La valle delle Meraviglie |
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| Lunedì 01 Dicembre 2008 21:46 |
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La valle delle Meraviglie “…salendo e rigirando la montagnache drizza voi che il mondo fece torti” Dante, Purgatorio,canto XXIII, versi 125/126. Tutto ebbe inizio, una decina di milioni di anni fa circa, milione più, milione meno, con la deriva dei continenti, l’ orogenesi, le pressioni, le elevate temperature, la Pangea, l’emersione delle terre, i primi rilievi, che si sarebbero innalzati a formare le più importanti catene montuose del pianeta. Tra queste le Alpi e in queste le Alpi Liguri e Marittime
Tutto ebbe inizio, una decina di milioni di anni fa circa, milione più, milione meno, con la deriva dei continenti, l’ orogenesi, le pressioni, le elevate temperature, la Pangea, l’emersione delle terre, i primi rilievi, che si sarebbero innalzati a formare le più importanti catene montuose del pianeta. Tra queste le Alpi e in queste le Alpi Liguri e Marittime, l’ultimo lembo, o il primo a seconda da dove le si osserva, esse sì, emerse, nel vero senso della parola, dal mare. Così nelle valli di queste Alpi, varie, per la natura propria di essere una “terra di mezzo”, si trovano angoli incantevoli, pareti, pascoli e boschi, come per esempio, il bosco di larice (Larix decidua Miller). Quindi poggi, vallette, cime, Fortificazioni, arcaiche e misteriose incisioni rupestri, che Clarence Bicknell, pastore protestante inglese di grande carisma, per primo, agli inizi del ‘900, classificò. il tutto seminascosto dai larici, abeti bianchi, faggi, pini silvestri, tra Francia, Liguria, e Piemonte. Addentrandosi nel bosco di larice, a monte di Casterino, l’impressione è quella di entrare, da un varco impalpabile, in un museo della bellezza e dell’armonia della natura, che se lasciata libera di svolgere il proprio corso , raramente erige luoghi goffi , magari grotteschi, inquietanti ma mai sgradevoli. Salendo nella foresta verso la cresta di confine, si incontra la via Marenca, per la Bassa di Peirafica, degli anni ’30, piacevole percorso da farsi anche a piedi che taglia il versante ad una quota compresa tra i 1800 e 2000 m. Salendo di quota, si riescono ad osservare i ripidi contrafforti francesi di arenaria del Bertrand ,“Arenarie di Bordighera”, disegnati da inquiete pieghe e faglie, generate da compressioni, inarcamenti, sollevamenti, che quasi stridono al confronto con la nostra foresta che offre pace, tranquillità e protezione. Per confermare un passato recente fatto di divisioni di territori e diritti di usi sui pascoli, la valle Roya, in territorio francese dal Colle di Tenda fino a Fanghetto, successivamente alla cessione del 1945 da parte dell’Italia, lambisce il mare nuovamente in Liguria. Confini, divisioni, frontiere, fortificazioni, residuo tangibile di conflitti vari,segnate dalle carte e da qualche sbieca e vecchia stele, che corrono in valli e su creste e disegnano immaginariamente una terra, una regione, quella delle Alpi Liguri e Marittime da sempre identificata dai comuni sforzi delle genti per viverla, sfruttandone i frutti , senza defraudarla della propria dignità. Il Bosco di larice, un habitat particolare costituito da fragili equilibri. I larici si spingono, in alcuni punti ben oltre i 2000 m sfiorando, con individui contorti e prostrati, ma fieri, il limite altitudinale di sopravvivenza, favorito dall’effetto del “crocevia climatico”. Usciti dal bosco con ancora un po’ di cammino, si giunge ad osservare le incisioni rupestri. Ecco che noi fruitori di questa valle incantata dovremo provare piacere nel viverla e trovare la saggezza giusta per poterne assaporare la linfa senza però sottrarne nemmeno un grammo. Il rispetto di base, verso ogni cosa e verso la natura garantisce il futuro a questo luogo e al pianeta e permetterà ai nostri figli di poterne ancora godere, e scriverne , e studiarne….Rocce, storia, alberi, che celano una ricchezza naturale e culturale di inestimabile valore; rari fiori endemici, alpini e anche mediterranei che resistono ai venti di cresta; so osserveranno tracce di ungulati, predatori, galli forcelli che trovano qui, tra i rododendri del sottobosco e dei versanti pascolavi ora invasi, riparo e cibo dove cercare di serbarsi, il più indisturbati possibile. Nella valle delle Meraviglie oggi vengono classificate. Nella valle delle Meraviglie sono state classificate oggi in 40.000, ma soprattutto sui ritmi di vita all’epoca di Clarence Bicknell, che per primo ne contò 17.000 circa e che diede un fondamentale contributo alla ricerca botanica essendo esperto e eccellente disegnatore naturalista. La vita all’epoca, di ogni uomo, anche borghese, procedeva a ritmi assolutamente discosti da quelli attuali. A “Casa Fontanalba” dimora di Bicknell a Casterino, raggiunta da Bordighera in bici fin che possibile e poi a piedi, la giornata iniziava alle cinque, dopo una doccia nel ruscello , ci si metteva al lavoro, alle dieci una abbondante colazione, poi nuovamente lavoro fino a sera, poi cena, e il sonno non faticava ad arrivare…vita sana, pulita con meno comode Ma che prezzo le paghiamo oggi le nostre comodità? Quanti chili di CO2 dovremo ancora produrre per capire che ci si deve fermare un attimo, tutti; a pensare. D’altronde possiamo farlo, siamo Homo sapiens sapiens, no? Addirittura due volte sapiens… Andiamo avanti, si , ma facciamo qualche passo indietro…
testo: Erik Rolando photo: http://www.mercantour.eu |
| Ultimo aggiornamento Martedì 06 Gennaio 2009 23:37 |









Tutto ebbe inizio, una decina di milioni di anni fa circa, milione più, milione meno, con la deriva dei continenti, l’ orogenesi, le pressioni, le elevate temperature, la Pangea, l’emersione delle terre, i primi rilievi, che si sarebbero innalzati a formare le più importanti catene montuose del pianeta. Tra queste le Alpi e in queste le Alpi Liguri e Marittime, l’ultimo lembo, o il primo a seconda da dove le si osserva, esse sì, emerse, nel vero senso della parola, dal mare. Così nelle valli di queste Alpi, varie, per la natura propria di essere una “terra di mezzo”, si trovano angoli incantevoli, pareti, pascoli e boschi, come per esempio, il bosco di larice (Larix decidua Miller). Quindi poggi, vallette, cime, Fortificazioni, arcaiche e misteriose incisioni rupestri, che Clarence Bicknell, pastore protestante inglese di grande carisma, per primo, agli inizi del ‘900, classificò. il tutto seminascosto dai larici, abeti bianchi, faggi, pini silvestri, tra Francia, Liguria, e Piemonte. Addentrandosi nel bosco di larice, a monte di Casterino, l’impressione è quella di entrare, da un varco impalpabile, in un museo della bellezza e dell’armonia della natura, che se lasciata libera di svolgere il proprio corso , raramente erige luoghi goffi , magari grotteschi, inquietanti ma mai sgradevoli. Salendo nella foresta verso la cresta di confine, si incontra la via Marenca, per la Bassa di Peirafica, degli anni ’30, piacevole percorso da farsi anche a piedi che taglia il versante ad una quota compresa tra i 1800 e 2000 m. Salendo di quota, si riescono ad osservare i ripidi contrafforti francesi di arenaria del Bertrand ,“Arenarie di Bordighera”, disegnati da inquiete pieghe e faglie, generate da compressioni, inarcamenti, sollevamenti, che quasi stridono al confronto con la nostra foresta che offre pace, tranquillità e protezione. Per confermare un passato recente fatto di divisioni di territori e diritti di usi sui pascoli, la valle Roya, in territorio francese dal Colle di Tenda fino a Fanghetto, successivamente alla cessione del 1945 da parte dell’Italia, lambisce il mare nuovamente in Liguria. Confini, divisioni, frontiere, fortificazioni, residuo tangibile di conflitti vari,segnate dalle carte e da qualche sbieca e vecchia stele, che corrono in valli e su creste e disegnano immaginariamente una terra, una regione, quella delle Alpi Liguri e Marittime da sempre identificata dai comuni sforzi delle genti per viverla, sfruttandone i frutti , senza defraudarla della propria dignità. Il Bosco di larice, un habitat particolare costituito da fragili equilibri. I larici si spingono, in alcuni punti ben oltre i 2000 m sfiorando, con individui contorti e prostrati, ma fieri, il limite altitudinale di sopravvivenza, favorito dall’effetto del “crocevia climatico”. Usciti dal bosco con ancora un po’ di cammino, si giunge ad osservare le incisioni rupestri. Ecco che noi fruitori di questa valle incantata dovremo provare piacere nel viverla e trovare la saggezza giusta per poterne assaporare la linfa senza però sottrarne nemmeno un grammo. Il rispetto di base, verso ogni cosa e verso la natura garantisce il futuro a questo luogo e al pianeta e permetterà ai nostri figli di poterne ancora godere, e scriverne , e studiarne….Rocce, storia, alberi, che celano una ricchezza naturale e culturale di inestimabile valore; rari fiori endemici, alpini e anche mediterranei che resistono ai venti di cresta; so osserveranno tracce di ungulati, predatori, galli forcelli che trovano qui, tra i rododendri del sottobosco e dei versanti pascolavi ora invasi, riparo e cibo dove cercare di serbarsi, il più indisturbati possibile. Nella valle delle Meraviglie oggi vengono classificate.
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