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Dopo la via del sale il Tour dei forti in mtb Stampa E-mail

 

Un anno fa, concludevo l’articolo sulla Via del Sale affermando che era stata un’esperienza senz’altro da ripetere. Ci abbiamo pensato per tutto l’inverno ed abbiamo deciso di raddoppiare! Quattro giorni di pedalate a contatto con la natura, lontani dal traffico e dalle comodità e, purtroppo, in balia degli eventi atmosferici che nel mese di giugno di quest’anno non ci hanno certo favoriti.

Le montagne del Cuneese offrono infiniti percorsi per gli appassionati del cicloescursionismo in mtb e la scelta è caduta sulla zona del Marguareis posta sui confini tra le provincie di Cuneo, Imperia e la Francia (zona di Tenda). Il percorso scelto è stato chiamato “Tour dei Forti” in quanto, le zone attraversate, poste al confine tra Italia e Francia, sono punteggiate da innumerevoli fortificazioni, ormai abbandonate e per la maggior parte diroccate, costruite negli anni precedenti l’ultimo conflitto mondiale, a testimonianza dell’intensa attività militare che ha visto protagonisti e purtroppo vittime, tanti giovani italiani e francesi.

Uscire per 4 giorni in bicicletta, comporta una attenta pianificazione ed un buon affiatamento tra i partecipanti, nonché un buon allenamento per non trovarci in difficoltà nei tratti più impegnativi.

Proprio per non lasciare nulla al caso, ci siamo affidati all’esperienza ed alla conoscenza dei luoghi di Erik, Guardiaparco del Maguareis ed AC Cai e di Massimo, accompagnatore naturalistico di Orizzonti Outdoor che ci hanno guidato sui sentieri e sulle strade della zona. Oltre ad aver organizzato accoglienti tappe nei rifugi della zona, ci hanno seguiti a turno con un mezzo fuoristrada che ha trasportato i ns/ bagagli da un posto tappa all’altro ed hanno svolto anche servizio di assistenza meccanica.

Dopo 2 settimane di intensi preparativi, 10 agguerriti bikers si sono ritrovati ad Upega, con tempo incerto, per affrontare il percorso che dopo una quarantina di km ci avrebbe portato al Rifugio Allavena.

Dopo una breve salita su asfalto abbiamo attraversato un magnifico bosco di larici, purtroppo con terreno molto fangoso a causa delle copiose piogge dei giorni precedenti, per scendere su divertente sentiero a Piaggiabella ( fraz. di Monesi). Di qui siamo saliti agli oltre 2000m del Passo Tanarello, per scendere in territorio francese al Passo di Collardente. Nel corso della discesa ho subito sperimentato l’ottima assistenza meccanica di Erik che seguiva a distanza con il fuoristrada. Infatti, a causa del terreno costituito da detriti taglienti, squarciavo il copertoncino della ruota posteriore: grazie ai ricambi al seguito, in un attimo veniva sostituito e potevo riprendere la discesa raggiungendo i compagni per affrontare la lunga salita che ci portava alle fortificazioni del Monte Grai. In alcuni tratti la strada era ancora occupata da neve e residui di slavine: giunti in vista del Rifugio Allavena, 500m più in basso a quota 1540m, presi dall’euforia dell’imminente conclusione della prima tappa, decidevamo di affrontare il percorso diretto imboccando la mulattiera, anziché i lunghi tornanti della strada che porta al Rifugio (saggiamente seguiti da un paio di partecipanti, dichiaratisi più stanchi). Dopo i primi metri ci rendevamo subito conto che la discesa non era affatto banale a causa del terreno sconnesso e sassoso, ma nessuno si tirava indietro ed ognuno con la propria tecnica, più o meno elegante, scendendo a piedi nei tratti più ostici, giungeva a destinazione dove ci accoglieva il sole che verso sera faceva capolino tra le nuvole prima del tramonto. Abbondante cena e poi tutti a nanna per recuperare le forze in vista della tappa francese del giorno successivo.

Consumata una robusta colazione, risalivamo verso il Monte Grai e, data la buona visibilità, ci spingevamo fino alle fortificazioni del Balcone di Marta, a 2123m, bellissimo punto panoramico con vista a 360° sulle Alpi Marittime. Lungo la salita, tra pascoli verdissimi, spiccavano magnifiche fioriture di orchidee, viole e genziane che ci ripagavano ampiamente della fatica.

Lunga discesa soleggiata su sentieri, a tratti impegnativi, ma quasi sempre totalmente ciclabili fino a Briga (700m), un tempo in territorio italiano, che ne ricorda il passato nel nome delle vie, e nelle vecchie iscrizioni che si trovano un po’ dappertutto sui muri del centro storico. Consumato un veloce spuntino ripartivamo per Casterino (1600m) meta della seconda tappa, porta d’ingresso per la Valle delle Meraviglie. Giunti a St. Dalmas de Tende, in procinto di affrontare la lunga salita (12km) il tempo peggiorava repentinamente e dopo pochi minuti si scatenava un intenso temporale che ci accompagnava fino a Casterino. Dopo pochi metri eravamo già completamente bagnati e, salvati gli indumenti di ricambio sul fuoristrada continuavamo stoicamente la salita, resa ancor più difficoltosa dal fiume d’acqua che scendeva per la strada (il paragone con i salmoni che risalgono la corrente non era del tutto fuori luogo). Fortunatamente i gentilissimi gestori del Posto Tappa avevano provveduto ad accendere il riscaldamento ed abbiamo potuto asciugarci in fretta e far asciugare i ns/ indumenti e soprattutto le scarpe per il giorno dopo.

Al mattino, con temperatura polare, grande sorpresa: la neve copriva i prati poco sopra di noi e non era possibile affrontare la lunga salita che ci avrebbe portato al Colle di Tenda. Scendevamo pertanto fino a Briga per risalire la valle verso il Col Linaire ed il Colle Garezzo per raggiungere Monesi con la tappa più lunga del Tour con oltre 50km e 1500m di dislivello in salita.

Nei pressi di Briga ci fermavamo al Santuario di Notre Dame des Fontaines, denominata la “Cappella Sistina” delle Alpi già toccato con il Tour dell’anno precedente, per ammirare i magnifici affreschi del pittore piemontese Canavesio. Dopo la lunga salita al Col Linaire rientravamo in Italia ed affrontavamo il Colle Garezzo a quota 1700m, immersi nella nebbia che rendeva ancora più affascinante la dura salita. Discesa verso Monesi a tutta velocità per evitare l’incombente temporale che ci coglieva all’ultimo km, ma ormai era fatta. Nonostante fossimo a metà giugno, la temperatura era invernale, con contorno di umidità vicina al 100%. Cercavamo di riscaldarci in qualche modo con un’abbondante cena e doppie coperte per la nanna.

Per l’ultima tappa, la più breve, il programma prevedeva una bella salita fino al bosco delle Navette, magnifico lariceto con sottobosco costituito prevalentemente da fitti cespugli di rododendro. Lunga e divertente la discesa su sentiero fino ad Upega, dove ci attendeva un lauto pranzo di chiusura.

Il tutto si svolgeva con piena soddisfazione di partecipanti ed accompagnatori ed il solito temporale ci coglieva questa volta solo dopo aver abbondantemente mangiato agnolotti e specialità locali e non ci impensieriva più.

Per gli amanti delle statistiche diremo che abbiamo percorso circa 150km con un dislivello complessivo in salita di oltre 5000m. Le mtb si sono comportate bene ed abbiamo registrato solamente due forature e nessun incidente meccanico.

Siamo già alla ricerca di qualcosa di nuovo da organizzare per il prossimo anno….

Roberto Savio

 (Tour dei forti ed. Giugno 2008)